Home » Biografia

Biografia

Joseph Pace

Joseph Pace - Joseph Pace

Nasce a Morbegno, Sondrio, nel 1959. Si forma in Congo-Kinshasa. Studi artistici, letterari, sociali e psicoanalitici all'Università della Sorbonne di Parigi e nelle Università di Roma Sapienza e UniRoma Tre. Verso la metà degli anni '80 a Parigi fonda il Mouvement Filtraniste. Vive e lavora tra Roma, Barcellona e San Paolo del Brasile.

Il suo lavoro è stato esposto in musei e istituzioni di tutto il mondo, come all'Università Cà Foscari di Venezia (2016), al Circolo Italiano di São Paulo (2015), al Museo Crocetti di Roma (2015), alla Biennale di Firenze (2015), al Museu Afro Brasil di São Paulo (2014), al Museo Boncompagni per le Arti Decorative della Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma (2014), all'Ambasciata d'Italia a Brasilia (2013), al Museo Diocesano di Amalfi (2012), al Museo d'Arte del Parlamento di São Paulo (2010), al CRC di São Paulo (2010), all'Ostia International Film Festival (2009), alla Autoren Galerie 1, München (2009). 

Pace è noto per i suoi grandi dipinti e per le sue sculture iconiche esposte per la prima volta al Museo de Arte di São Paulo nel 2010 e permanentemente installate al Museo Afro Brasil di São Paulo per il Campionato Mondiale di Calcio nel 2014. 

Lo stesso anno il Museo Boncompagni della Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma gli dedica la mostra Joseph Pace, L'Eva Futura (3 ottobre 2014 - 24 febbraio 2015).

Nel 2015 il Museo Crocetti di Roma allestisce una sua importante mostra retrospettiva che a giugno, in occasione della Festa della Repubblica Italiana del 2 giugno, viene portata in Brasile al Circolo Italiano a São Paulo. Nello stesso anno è alla Biennale di Firenze. Nel 2016 la scultura I Will Not Survive viene installata nel dicembre del 2016 all'Università Cà Foscari di Venezia. 

Nel 1996 il Dipartimento di Sociologia dell'Università Sapienza di Roma gli conferisce all'unanimità il titolo accademico di "Cultore della Materia" nelle discipline di Sociologia della Conoscenza, Sociologia dell'Arte e Storia della Sociologia presso la Facoltà di Sociologia dell'Università La Sapienza di Roma. Nel 2008 Pace lascia l'attività accademica per dedicarsi completamente all'arte. 

Artista attivo per la pace, la cultura e l'educazione, Pace espone a fini culturali per far conoscere e promuovere il Filtranismo. Ha collaborato con organizzazioni nazionali e internazionali per la conservazione del patrimonio artistico e culturale mondiale (Ministero dell'Interno, Ministero della Giustizia, OIPC Interpol, Unidroit, Unesco). Nominato dirigente nazionale dell'Associazione Nazionale Sociologi, realizza un centro di ricerca per l'arte e il counseling-socio-analitico e progetta un programma di aiuto socio-psicologico per le vittime genocidiarie del RwandaE' autore di drammi e scritti inediti sulla guerra (Raimond n'est pas retourne', I racconti dal Pozzo, Twice). Per l'alta moda italiana ha collaborato con la Fondazione Micol Fontana.

Joseph Pace ha ottenuto numerosi riconoscimenti, in particolare dall'Instituto de Recuperação do Patrimônio Histórico de São Paulo (Brasile), dall'Università di Costanza (Germania), dall'Ambasciata d'Italia a Brasilia, e in Italia dall'ANS Associazione Nazionali Sociologi e dalla Facoltà di Sociologia dell'Università Sapienza di Roma.

Bibliografia

Hanno Scritto

LA GALLERIA NAZIONALE DI ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA DI ROMA

Ispirato da fonti diverse quali la moda, la storia, la musica elettronica e le arti decorative, l’artista italiano Joseph Pace utilizza tecniche diverse (come la pittura, la scultura, le incisioni elaborate al computer e, in questo caso, la scultura-assemblaggio di bijou della serie “MIDAS”), influenzato dall’iconografia della società di massa, dalla filosofia e dalla psicanalisi.

Il suo lavoro si colloca in un percorso artistico e intellettuale attraverso cui l’artista reinterpreta le nostre più profonde realtà psichiche. 

Pace, è  uno dei maggiori esponenti del filtranisme, la corrente filosofica e artistica neo esistenzialista che egli fonda a Parigi nella metà degli anni '80.

Come è stato per l’esistenzialismo di Sartre e di Camus, anche il filtranisme si esprime artisticamente attraverso l’opera di Joseph Pace.

L'Eva Futura è un’opera dal linguaggio ricercato ed estetizzante, che riprende alcuni temi cari alla letteratura novecentesca che hanno reso popolare il termine "androide". L’opera prefigura la possibilità di vita degli esseri umani artificiali, discute la questione etica del confine tra "umano" e "non umano" e dei limiti delle macchine e anche dell'uomo, ma soprattutto promuove l'idea di una realtà essenzialmente illusoria.

L'Eva Futura, come tutte le opere della serie MIDAS, è stata realizzata dall’artista con migliaia di pezzi di bigiotteria, per lo più vintage, che egli ricerca in ogni parte del mondo, realizzando così anche una sorta di ricerca nell'ambito dell'"archeologia industriale" applicata  alla decorazione del corpo dei nostri tempi. Attraverso tecniche diverse, Pace mette insieme generazioni diverse di creativi e di utenti. Questo, secondo l’artista, è anche il compito del filtranisme.

I suoi lavori hanno preso parte a numerose mostre in musei e altre sedi espositive a Parigi, Marsiglia, Munich, Madrid, Barcellona, Sevilla, Sao Paulo, Brasilia, Jaguariuna, Roma, Milano, Firenze, Amalfi, Venezia, Alessandria, Alba, Padova, etc.

 

ALL ABOUT JAPAN, JOSEPH PACE FILTRANISME MUSEUM CROCETTI BY KAORI SAKAY

ローマ】ローマ郊外でくつろぎの時を クロチェッティ美術館, 酒井 香織 - ジョセフ・パーチェ個展のポスター

クロチェッティ美術館では企画展も催しています。2015年1月12日から1月28日までは、国際的に活躍するイタリア人彫刻家ジョゼフ・パーチェの個展を開催しています。宝石をちりばめた作風が特徴で、つい最近その作品がボンコンパーニ・ルドヴィーシ美術館に収蔵されたことでも話題のアーティストです。2月1日から2月14日まではイタリアの画家アンドレア・アルファーノ展を開催します(アルファーノ展期間中 月曜~金曜11時~13時、15時~19時、土曜11時~19時、日曜休館)。入場無料。

----(Italiano)

A gennaio 2015 organizza la mostra personale e retropsettiva dedicata all'attivo artista internazionale, pittore, sculture e incisore, Joseph Pace. Il suo lavoro è caratterizzato anche dalle sculture di gioielli vintage. Pace è anche un artista topico i cui recenti lavori sono stati recentemente esposti anche al Museo Boncompagni della Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea di Roma. 

 

Выставки в Италии 2015 вторая часть

Вечный город как обычно наполнен событиями, среди которых выделим некоторые - Museo Venanzo Crocetti с12 по 28 января - Joseph Pace (Filtranisme) -

Крупнейшая выставка, посвященная художнику Иосифу Пейсу. Представлены экспериментальные произведения искусства в которых гравюры сочетаются с ювелирными скульптурами. Представляется более сорока картин, гравюр, скульптур из музеев и частных коллекций всего мира.

----(English version)

Eternal City as usual is full of events, among which the largest exhibition dedicated to the artist Joseph Pace (Filtranisme) at the Museo Venanzo Crocetti, with the experimental work of art in which the prints are combined with jewelry sculptures, and more than forty paintings, prints, sculptures from museums and private collections around the world.

 

JUMERIAH MAGAZINE, DUBAI - Joseph Pace, Filtranisme at the Museo Venanzo Crocetti in Rome

Hailed as one of the most important artists of the moment, painter sculptor and printmaker Joseph Pace is celebrated in this complelling solo show. With more than forty sculpturea, paintings, assemblages, and larges prints processed by computer, draw from private collections and museums around the world, you can expect to see artistic content with philosophical  undertones. Jewels also play a part.

 

MUSEO VENANZO CROCETTI 

Dal 12 al 28 gennaio 2015, il Museo Crocetti presenta una grande mostra restropsettiva dedicata all’artista cosmopolita Joseph Pace. Con più di quaranta tra sculture, assemblaggi, dipinti e grandi incisioni elaborate al computer provenienti da musei e collezioni private di tutto il mondo l'evento “Joseph Pace Filtranisme, sperimentazioni sulle nuove possibilità dell’arte: dalle incisioni elaborate al computer alla tecnica delle sculture di gioielli” è l'ennesima grande mostra realizzata in Italia e dedicata a questo artista negli ultimi vent’anni. In omaggio al suo lavoro, in questi anni, sono state allestite mostre istituzionali in Brasile a San Paolo nel 2010 al Museu de Arte, al Parlamento di Sao Paulo e al CRC, nel 2011 a Forte Sangallo a Nettuno e, nel 2012, alTeatro Municipal de Jaguariùna e ancora al CRC di San Paolo. In occasione della Campionato del Mondo di Calcio “Brasil 2014”, per il Museu Afro Brasil  Pace realizza “Mundial Brasileiro” un’opera della sua più recente serie di sculture di gioielli MIDAS.

Joseph Pace, pittore, scultore, incisore, è uno dei più importanti e influenti artisti del momento. Con la sua opera, Pace dona un nuovo contenuto al significato che l’arte può assumere in un periodo dominato dalla cultura dell’immagine. Le sue recenti sculture di gioielli della serie MIDAS, i suoi dipinti delle serie ATONS e IDM come le sue grandi incisioni elaborate al computer ENGRAVING dal forte carico emotivo, trattano temi esistenziali quali l’edonismo tragico dei nostri tempi, la precarietà e l’impermanenza delle cose e dei fenomeni. 

La Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea di Roma che da qualche anno si occupa dell’artista, scrive: “La pittura è per Joseph Pace una vera esigenza interiore, una possibilità ulteriore – non la sola – per tirar fuori i nostri interrogativi della vita, le parti più nascoste della nostra anima e poterli finalmente vedere e fronteggiare”.

La mostra è stata realizzata dalla curatrice Pascale Brisson in stretta collaborazione con l’artista, e si dispiega nello storico edificio del Museo Crocetti.

Joseph Pace nacque nel 1954 a Morbegno, Sondrio, e si è formato in Africa nello Zaire. Da Roma, si trasferì negli anni Ottanta a Parigi per completare gli studi alla Sorbonne di Parigi. E’ in quell’ambito che fonda “le filtranisme” una corrente artistica e filosofica che segna immediatamente il suo tratto verso l’espressionismo astratto. Artista erudito e poliglotta vive e lavora a Roma, Parigi e Sao Paulo. Negli ultimi anni ha presentato esposizioni importanti in Sud America e in Europa. Le sue opere sono custodite presso musei e collezioni private di tutto il mondo.

Joseph Pace ha lavorato a lungo con gli studenti della Facoltà di Sociologia all’Università Sapienza di Roma, sottolineando che "insegnare ai ragazzi è per me molto importante. Non è solo perché insegno cose, ma soprattutto perché instauriamo un dialogo da cui emerge cosa vuoi realmente. Nell’insegnamento, credo ancora nel dialogo, nell’arte della maieutica di Socrate. Quando sappiamo di non sapere, le cose emergono. L’arte è davvero qualcosa che si impara stando tra la gente. Artista attivo per la pace, la cultura e l’educazione, nel corso degli anni ha collaborato con organismi e organizzazioni internazionali nell’ambito della tutela del patrimonio artistico.

 

MUSEO AFRO BRASIL A SAO PAULO DEL BRASILE

Il MAB, Museo Afro Brasil di San Paolo,  arricchisce la sua collezione con due grandi opere di Joseph Pace. Pace è il primo artista italiano che entra a far parte della prestigiosa collezione del MAB.

La prima opera è un olio su tela e fa parte della serie astratta ATONS di grandi dipinti. L'opera, intitolata "Dire, Fare, Baciare, Lettera e Testamento". L'opera  è stata già esposta in Brasile nel 2010 al Museo de Arte do Parlamento de Sao Paulo, nel 2010 e nel 2013 al CRC di san Paolo e nel 2011 al Teatro di Jaguariuna.

Il secondo lavoro, dal titolo "Mundial Brasilero: Bola de Futebol com Quatro Jugadores e Bolas", in accordo con il direttore del Museo Emanoel Araujo, è stato espressamente creato da Joseph Pace per i Mondiali di Calcio in Brasile del 2014: si tratta di una grande scultura rotante multimediale raffigurante un pallone da calcio. L'opera fa parte della serie MIDAS dell'artista. Strettamente legato alla action painting informali, ma anche, e la pop art, Joseph Pace esplora attraverso i gioielli l'edonismo tragico dei nostri tempi.

 

MUSEU DE ARTE DO PARLAMENTO DE SAO PAULO - A EMOCOES DE DINAMISMO VITAL E DE FORCA COSMICA DE JOSEPH PACE  

Renovando-se a todo instante, imprevisível tanto no estilo quanto na técnica, o pintorJoseph Pace sabe aproximar com sensibilidade e bom gosto as cores mais disparates, criando refinados arabescos. Ao observar suas obras chega-se à conclusão de estar frente a um artista criador de formas novas que mudam a cada obra com a mutação das emoções que a vida, sempre mutante, suscita no animo do pintor italiano. Considerado um dos maiores expoentes do movimento filosófico lançado em Paris nos anos 80 e denominado "Filtraniste", seu cromatismo possui uma função de alcance do dinamismo vital e de força cósmica quase atômica na existência. A inserção de um eventual elemento figurativo de ruptura na composição é um chamamento ao observador da dramática realidade que emerge do artista e que pode prevalecer sobre a emoção estética. No ritmo que o artista imprimiu e onde tudo se torna um fato essencial á sua realização, sua pintura é feita a jato e sua cor é vida. Como se observa na obra "Força Cósmica 1", doada ao Museu de Arte do Parlamento de São Paulo, o pintar impulsivo de Joseph Pace é determinado, sem dúvida, por uma vida sempre mais convulsiva e frenética.

 

O artista 

 

Pintor, escultor, filósofo e dramaturgo, Joseph Pace nasceu em Morbegno, Itália em 1959. Vive e trabalha em Roma onde fez sua formação artística. 

Iniciou-se nas artes figurativas impulsionado por sua mãe pintora e por seu tio Antônio Cardile, conhecido artista da Escola Romana. Formou-se na Universidade La Sapienza de Roma e na Sorbonne, em Paris. 

Sua ascensão está estreitamente ligada ao seu encontro com Mariastella Margozzi, conhecida historiadora de arte contemporânea que o definiu como um artista "informal e filtranista". Intimamente ligado ao informal mas também à action painting e à pop art, o artista é conhecido tanto por sua pintura quanto por suas gravuras. Participou desde 1986 em inúmeras exposições coletivas e mostras individuais em Paris e Marselha (França), Barcelona e Sevilha (Espanha), Roma, Alessandria e Alba (Itália) e Munique (Alemanha). Realizou em 2012 exposições individuais no Espaço Cultural do CRC, na Galeria Spazio Surreale em São Paulo e no Espaço Cultural Candido Portinari em Jaguariúna. No corrente ano foi convidado para expor no Centro Cultural no Circolo Italiano di San Paolo. Possui obras em diversas coleções particulares e oficiais na Europa, África e no Brasil no Museu de Arte do Parlamento de São Paulo.

 

JOSEPH PACE FILTRANISME - MIDAS IN SAO PAULO DO BRAZIL - ELITE MAGAZIONE - SAO PAULO

MIDAS is the name of the last series of the Italian artist Joseph Pace Filtranisme presented in Sao Paulo this year. The series refers to the world of classical mythology to express the issues that are closest to Pace as the social condition of human beings and the exploitation of men, women and animals.

The artist explores an ontological through bijoux, opulence and the caricature of our contemporary times language. Are intense work done with precise contours of brilliant colors, with thousands of pieces of silver and gold with pearls of all colors and vintage costume jewelry. The result is amazing.

Painter, sculptor, philosopher and playwright, Joseph Pace was born in Morbegno Lombardy in 1959. Lives in Rome and works in Paris, Sao Paulo and Dubai. In 1987 in Paris, he founded the “Filtranisme”, an artistic and philosophical existentialist with a current overview of the anti – life.

Closely linked to the informal, but also action painting and pop art, the artist is known for his painting and for his prints.

Since the eighties, exposes in Europe and Brazil, in Sao Paulo, Brasilia and Jaguariuna.

ELITE ART MAGAZIONE, SAO PAULO, BRAZIL, 2014

---- (Portuguese version)

MIDAS é o nome da última série do artista italiano Joseph Pace Filtranisme, apresentada em São Paulo este ano. A série se refere ao mundo da mitologia clássica para expressar os temas que são mais próximos á Pace, como a condição desigual da raça humana e a exploração dos homens, das mulheres e dos animais.

 

O artista explora com uma linguagem ontológica e através de bijoux, a opulência e a caricatura dos nossos tempos contemporâneos. São trabalhos intensos feitos com contornos precisos de cores brilhantes, com milhares de pedaços de prata e ouro, com pérolas de todas as cores e bijuterias vintage. O resultado é surpreendente.

Pintor, escultor, filósofo e dramaturgo, Joseph Pace nasceu em Morbegno Lombardia em 1959. Vive em Roma e trabalha em Paris, São Paulo e Dubai. Em 1987 em Paris, ele fundou o “Filtranisme”, uma corrente artística e filosófica existencialista com uma visão anti-global da vida.

Intimamente ligado ao informal, mas também à action painting e à pop art, o artista é conhecido tanto por sua pintura quanto por suas gravuras.

Desde os anos oitenta, expõe na Europa e no Brasil, em São Paulo, Jaguariuna e Brasília.

  

JOSEPH PACE - MARIASTELLA MARGOZZI DELLA GALLERIA NAZIONALE D'ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA DI ROMA

La pittura è per Joseph Pace una vera esigenza interiore, una possibilità ulteriore – non la sola – per tirar fuori gli interrogativi della sua vita, le parti nascoste della sua anima e poterli finalmente vedere e fronteggiare, spesso magma assoluto di colori mescolati sempre al limite dell'equilibrio cromatico, altre volte solidificati in forme simbolo, come tracciati, siluri, sciabolate, reti. E' quasi sempre un mondo “al di là”, che lo stesso artista percepisce come staccato da sé e come roteante liberamente in un cosmo senza forza di gravità, dove tutto può espandersi nell'assenza di confini. Adesso, tuttavia, nelle ultime opere, Joseph cerca un modulo di misurazione del suo universo caotico e lo trova nel quadrato, figura simbolo non tanto della geometria quanto di un ordine pensabile. Quadrato perché quadrata è la cornice che dovrebbe contenere il quadro di Pace alla fine della sua realizzazione e che, invece, il pittore anticipa nel quadro stesso con la sagoma dipinta -  quattro lati, quattro angoli - che con prepotenza entra nel quadro a cercare una sorta di inquadratura interiore, a volte vi si moltiplica a individuare diversi punti focali di visione; sempre, tuttavia, vi abita.

Finalmente, i quadri di Pace sono abitati da un atto volontario, diverso dall'informalità apparentemente casuale del substrato della sua pittura. Atto di volontà che vuole imporsi come autolettura del proprio mondo interiore, non l'unica, bensì quella possibile in quel dato momento “x” che vive la propria coscienza.

Il quadrato è in realtà anche un'ancora capace di trattenere al suo interno la forza primordiale di quel caos di colori, di inquadrarla per renderla più comprensibile e leggibile, ma anche di trattenerla tout-court, di non farla disperdere in quel cosmo senza forza di gravità che è la coscienza di Pace. Quell'energia non si può disperdere, o almeno non completamente. Occorre che permanga sulla superficie del quadro, che vi si imprima e illuda il pittore che qualcosa di quel grande flusso vitale che è la sua energia può rimanergli dentro, ancora capace di generare altri flussi e altri magmi. Eppure il pensiero speculativo di Pace, quello che governa tutto il suo impegno pittorico, non contempla la possibilità della “permanenza”, al contrario predica la “impermanenza” perenne della coscienza di fronte al mondo. A ben vedere non si tratta di una contraddizione. Certo si tratta di una lotta, non cruenta, anzi addirittura ludica, come ludico è tutto il percorso pittorico di Pace. Si tratta di un “dai, facciamo a botte!” gridato a se stesso e ai fantasmi colorati della sua coscienza. L'impermanenza e l'attuale bisogno di permanenza lottano insieme e creano immagini; immagini informali alle quali si sovrappongono immagini più definite, i quadrati appunto, ma nessuno dei due contendenti ha il sopravvento sull'altro, perché l'intento – forse non così inconscio – del pittore è quello di far perdurare la lotta e di fissare come in un'impossibile istantanea uno dei momenti possibili dello scontro. Il mondo fermato dall'istantanea della pittura non è il mondo reale, naturalmente, ma il mondo di Pace, in gran parte ignoto anche a lui, caotico e vivace, inafferrabile eppure ben presente. Il quadrato l'attraversa e lo fissa, ma i punti di attraversamento possono essere molteplici come molteplici possono essere i quadrati. E' un “mondo al quadrato” quello che alla fine si manifesta e, quindi, proprio il contrario di ciò che Pace sembra aver posto alla base della sua ricerca. Questa forma geometrica netta, fatta di angoli e segmenti, in realtà è solo una figura simbolica, un segno che paradossalmente assume una valenza criptica nella pittura di Pace; non un'inquadratura, non una messa a fuoco, forse, ma un potenziamento dell'immagine e, anche, una sua moltiplicazione. Un principio matematico che sembra presiedere al caos e che invece, per assurdo, lo accresce esponenzialmente. E' l'ultimo divertimento di Joseph Pace.

Hanno Scritto

Pintor, escultor, filósofo e dramaturgo, Joseph Pace nasceu em Morbegno, Itália em 1959. Vive e trabalha em Roma onde fez sua formação artística. Iniciou-se nas artes figurativas impulsionado por sua mãe pintora e por seu tio Antônio Cardile, conhecido artista da Escola Romana. Formou-se na Universidade La Sapienza de Roma e na Sorbonne, em Paris. 

Sua ascensão está estreitamente ligada ao seu encontro com Ma- riastella Margozzi, conhecida historiadora de arte contemporânea que o definiu como um artista “informal e filtranista”. Pace é consi- derado um dos maiores expoentes do movimento filosófico lançado em Paris nos anos 80 e denominado “Filtranisme”, participou desde 1986 em inúmeras exposições coletivas e mostras individuais em Pa- ris, Marselha, Barcelona, Sevilha, Roma, Alessandria, Firenze, Pado- va, Alba, Munique e São Paulo. Possui obras em diversas coleções particulares e oficiais. 

 

Pittore, scultore, filosofo e drammaturgo, Joseph Pace è nato a Morbe- gno, Sondrio, nel 1959. Vive e lavora a Roma dove si è formato artistica- mente. Iniziato alla pittura e alle arti figurative dalla madre pittrice e dallo zio Antonio Cardile, artista della Scuola Romana, si è formato all’Universi- tà di Roma Sapienza e alla Sorbonne di Parigi.

La sua ascesa è legata all’incontro con Mariastella Margozzi, storica dell’arte contemporanea, che ebbe modo di definirlo artista “informale e filtranista”. Considerato come uno dei maggiori esponenti del “Filtrani- sme”, il movimento neo-esistenzialista filosofico nato a Parigi negli anni 80, sin dal 1986 partecipa a numerose mostre individuali e collettive a Parigi, Marsiglia, Barcellona, Siviglia, Roma, Firenze, Alessandria, Alba, Padova, Nettuno, Monaco e San Paolo. Con le sue opere è presente in molteplici collezioni private e pubbliche. 

Attilio De Gasperis, Director of the Italian Institue of Culture of São Paulo, p.32,33 Arte Italo-Brasìleìra Catalogue 

 

ARTE ITALO-BRASILEIRA NA AMBASCIATA D'ITALIA EM BRASILIA

Desde sempre o Brasil, com suas cores e suas sugestões tropi- cais exercita uma influência pro- funda sobre os artistas de todo o mundo: os italianos não são uma exceção, e com a mostra “Arte Ítalo- -Brasileira”, a Embaixada da Itália em Brasília abre os seus esplêndi- dos espaços para hospedar qua- renta e oito obras de vinte e quatro artistas italianos e ítalo-brasileiros de absoluto relevo provenientes de todo o Brasil.

Tratam-se de obras e estilos muito diferentes entre si, mas que possuem seu fio condutor na ori- gem italiana de seus autores. São então, fruto do encontro entre uma sensibilidade artística nutrida da nossa história milenar de um lado, e do outro, do frescor e da carga criativa que somente um país lumi- noso e vibrante como o Brasil pode despertar.

Também por estes motivos, creio que a Embaixada da Itália, ela mesma uma extraordinária obra arquitetônica impensável sem a referência à Amazônia brasileira, ofereça um contexto ideal para a exposição destas obras. Estamos, portanto, satisfeitos e orgulhosos que o projeto Embaixada Portas Abertas reprenda seu caminho en- riquecendo-se com a contribuição dos nossos artistas.

Os visitantes da Embaixada po- derão apreciar além da genialidade do arquiteto Nervi, um grupo de obras que se inserem harmonica- mente nos espaços por ele criado.

É, portanto, com sincero agra- decimento que cumprimento os ar- tistas que acolheram nosso convite a participar de “Arte Ítalo-Brasilei- ra”. Muitas destas obras embele- zarão a Embaixada também após a exposição: são os primeiros passos para uma coleção, que esperamos possa enriquecer-se, confirmando como a arte é um componente irre- nunciável no diálogo entre nossos dois países.

Essay by Raffele Trombetta, Italian Ambassador in Brasil

 

Da sempre il Brasile, con i suoi co- lori e le sue suggestioni tropicali eser- cita un’influenza profonda sugli artisti di tutto il mondo: gli italiani non sono un’eccezione, e con la mostra “Arte Ítalo-Brasileira”, l’Ambasciata d’Ita- lia a Brasilia apre i suoi spledidi locali per ospitare quarantotto opere di venti- quattro artisti italiani e italo-brasiliani di assoluto rilievo provenienti da tutto il Brasile.

Si tratta di opere e stili molto diver- si fra di loro, ma che trovano il loro filo conduttore nell’origine italiana dei loro autori. Sono dunque il frutto dell’in- contro fra una sensibilità artistica che si nutre della nostra storia millenaria da un lato, e dall’altro, della freschezza e della carica creativa che solo un paese luminoso e vibrante come il Brasile può far scaturire.

Anche per questi motivi, credo che l’Ambasciata d’Italia, essa stessa una straordinaria opera architettonica im- pensabile senza il riferimento all’A- mazzonia brasiliana, offra un contesto ideale per esporre queste opere. Siamo pertanto lieti e orgogliosi che il proget- to Ambasciata Porte Aperte riprenda il suo cammino arricchendosi con il con- tributo dei nostri artisti. 

I visitatori dell’Ambasciata potran- no apprezzare, oltre al genio dell’archi- tetto Nervi, un gruppo di opere che si inserisce armonicamente negli spazi da lui creati.

È dunque con sincera gratitudine che saluto gli artisti che hanno accolto il nostro invito a partecipare ad “Arte Ítalo-Brasileira”. Molte di queste opere abbelliranno l’Ambasciata anche dopo l’esposizione: sono i primi passi di una collezione che speriamo possa ulterior- mente arricchirsi, confermando come l’arte sia una componente irrinuncia- bile del dialogo fra i nostri due paesi.

Raffaele Trombetta, Ambasciatore d’Italia in Brasile 

 

Attilio De Gasperis, Director of the Italian Intutute of Culture of São Paulo

Desejo expressar minha pesso- al estima por esta bela iniciativa promovida pela Embaixada da Itália em Brasília, de apresentar na esplêndida Sala Nervi – local já dedicado, com experimentado sucesso, ao desenvolvimento de freqüentes atividades de grande impacto nacional e internacional – uma escolha ampla e represen- tativa de artistas brasileiros ou descentes de italianos ativos no Brasil, provenientes de diversos estado do País.

Além do valor intrínseco das obras, que passam pelos diversos campos da arte figurativa, o signi- ficado sob meu ponto de vista, de tal mostra reside na conquista de um duplo objetivo estratégico.

De um lado, de fato, o forta- lecimento da caracterização de nossas sedes de Representação no mundo – entre as quais aquela de Brasília, projetada por Píer Luigi Nervi, destaca-se como um dos exemplos mais bem sucedidos de arquitetura contemporânea, senão ao ‘futuro’ utópico, que foi próprio aquele da construção da nova capital – como locais de arte e elegância, em linha com quan- to ocorre na sede do Ministério das Relações Exteriores, o Palazzo della Farnesina, que é considerado um dos principais museus de arte contemporânea italiana, em Roma e na Itália.

Nesta perspectiva é vista tam- bém a adesão de muitos dos ar- tistas participantes da mostra, de deixar em permanência algumas de suas obras, as quais com o tempo, outras serão acrescenta- das, embelezando de modo atual e direi vivo nossa Embaixada em Brasília.

Mas a mostra é também e, sobre- tudo, uma importante contribui- ção a obra sistemática de docu- mentação e valorização da capilar presença italiana no Brasil, a qual constitui um dos eixos portado- res da nossa política cultura, pelo efeito da extraordinária emigra- ção italiana no País, ainda atual (sobretudo no campo profissional e artístico), confirmando os laços profundos e ininterruptos que existem entre as duas culturas e os dois povos.

Attilio De Gasperis

Diretor do Instituto Italiano de Cultura de São Paulo

 

Desidero esprimere il mio perso- nale apprezzamento per questa bella iniziativa promossa dall’Ambasciata d’Italia a Brasilia, di presentare nella splendida Sala Nervi – luogo oramai deputato, con sperimentato succes- so, allo svolgimento di frequenti at- tività di grande impatto nazionale e internazionale – una scelta ampia e rappresentativa di artisti italiani o discendenti di italiani attivi in Bra- sile, provenienti dai diversi Stati del Paese.

Oltre che nel valore intrinseco delle opere, che spaziano nei diversi campi delle arti figurative, il signi- ficato a mio parere maggiore di tale mostra risiede nel conseguimento di un duplice obiettivo strategico.

Da un lato, infatti, esce rafforzata la caratterizzazione delle nostre sedi di Rappresentanza nel mondo – tra le quali quella di Brasilia, progettata da Pier Luigi Nervi, si staglia come uno dei più riusciti esempi di architet- tura volta al contemporaneo, se non al ‘futuro’ utopistico, che fu proprio della costruzione della nuova Capita- le – quali luogo di arte ed eleganza, in linea con quanto avviene nella sede del Ministero degli Affari Esteri, il Palazzo della Farnesina, che è con- siderato uno dei principali musei di arte contemporanea italiana, a Roma e in Italia. 

In questa prospettiva va anche vista l’adesione di molti degli artisti partecipanti alla mostra, di lasciare in permanenza alcune delle loro opere, alle quali col tempo molte altre egual- mente si aggiungeranno, ad abbellire in modo attuale e direi vivo la nostra Ambasciata di Brasilia.

Ma la mostra è anche e soprattut- to un importante contributo all’opera di sistematica documentazione e va- lorizzazione della capillare presenza italiana in Brasile, che costituisce uno degli assi portanti della nostra politi- ca culturale, per effetto della straordi- naria emigrazione italiana nel Paese, tuttora attuale (soprattutto in campo professionale e artistico), a conferma dei legami profondi e ininterrotti che intercorrono tra le due culture e i due popoli.

Attilio De Gasperis

Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di San Paolo 

 

ARTE ITALO-BRASILEIRA - BRASILIA, AMBASCIATA D'ITALIA

 La mostra Arte Italo-Brasileira è l’evento che l’Ambasciata d’Italia a Brasilia ha voluto organizzare per la ricorrenza della Festa della Repubblica Italiana del 2 Giugno. Per l'evento Joseph Pace Filtranisme è stato invitato a partecipare con due suoi lavori realizzati in Brasile e appartenenti alla serie ATONS. Tra gli altri artisti Italo-Brasiliani presenti alla mostra vi sono: Flavio Vitoi, Guido Boletti, Janise Pires, Carlos Pasquetti, Gelson Radaelli, Miriam Postal, Dona Maria, Julieta pontes Vieira, Silvia Pantano, Zoe Gruni, Pietrina Checcacci, Iza Borgonovi, Gaspare di Carlo, Giuliano Ottavini, Vagner Aniceto, Anna Dorsa, Lamberto Scipioni, Cesare Pergola, Luciano Devià e Alessandro Graziani. 


Joseph Pace, già noto in Brasile per le sue personali allestite a San Paolo al Museo de Arte e al Conselho de Contabilitade e a Jaguariuna, presenta, per l’occasione, due grandi tele dedicate al poeta Pablo Maria Landi e intitolate Pablo1, Pablo2. Le opere saranno visibili dal 5 giugno al 30 ottobre nelle sale dell’Ambasciata d’Italia a Brasilia progettate negli anni '70 dall’architetto Pierluigi Nervi. 

Per l'evento, il maestro Pace, d’intesa con l’Istituto Italiano di Cultura di San Paolo, ha voluto rendere omaggio all’Ambasciata d’Italia a Brasilia con una donazione alla pinacoteca della legazione diplomatica, delle sue opere esposte alla mostra. 

Tra gli artisti presenti, tra gli altri, ricordiamo Guido Boletti, Flavio Vitoi, Luciano Devià come pure l'eclettico Gaspare di Carlo, l'artista che con i suoi effetti ottici e luminosi ricoprirà in notturna e per tutta la durata della manifestazione la sontuosa facciata dell’Ambasciata progettata da Pierluigi Nervi che ospita l’evento. La mostra è visibile dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 18 presso la pinacoteca dell’Ambasciata. Il catalogo è a cura dall’Ambasciata d’Italia a Brasilia. L’ingresso è libero. 

Inaugurazione 5 giugno ore 18 

Ambasciata d'Italia 
Av. das Nacoes, Quadra 807, Lote 30 - Brasilia 
Lun-ven opre 10-18

                                                    

JORNAL BRASIL

Embaixada da Itália inaugura exposição de Arte Ítalo-brasileira

Brasília – Na quarta-feira, 5 de junho, foi inaugurada em ocasião da Festa Nacional da República Italiana, a mostra contemporânea “Arte Ítalo-Brasileira” na Embaixada da Itália em Brasília.

Participam da iniciativa vinte quatro artistas vindos de Minas Gerais, Paraná, Porto Alegre, Pernambuco, Rio de Janeiro, Santa Catarina e São Paulo. Tratam-se de obras e estilos muito diferentes entre si, mas que encontram seu fio condutor na origem italiana de seus autores.

A mostra enquadra-se no projeto“Embaixada Portas Abertas” no qual a sede diplomática recebe mensalmente estudantes, arquitetos, turistas e brasilienses para apreciar a belíssima obra do engenheiro-arquiteto Píer Luigi Nervi, expoente da arquitetura mundial no pós-guerra, a coleção permanente de arte contemporânea e o mobiliário de alto design que compõe os Salões de Representação e as tecnologias ecos-sustentáveis do projeto Embaixada Verde 

“Também por estes motivos, creio que a Embaixada da Itália, ela mesma uma extraordinária obra arquitetônica impensável sem a referência à Amazônia brasileira, ofereça um contexto ideal para a exposição destas obras. Estamos, portanto, satisfeitos e orgulhosos que o projeto Embaixada Portas Abertas retome seu caminho en­riquecendo-se com a contribuição dos nossos artistas”, afirma Raffaele Trombetta, Embaixador da Itália no Brasil. 

Participam da mostra os artistas Alessandro Graziani, Anna Dorsa, Carlos Pasquetti, Cesare Pergola, Décio Soncini, Fernando Calderari, FlÁvio Vitoi, Gaspare Di Caro, Gelson Radaelli, Guido Boletti, Iza Borgonovi, Janice Pires, Joseph Pace, Julieta Pontes, Lamberto Scipioni, Luciano Devià, Maria di Gesù, Miriam Postal, Osmar Carboni, Pietrina Checcacci, Ruben Esmanhoto, Silvia Pantano, Vagner Aniceto e Zoè Gruni.

 

AMBASCIATA D'ITALIA A BRASILIA PRESENTA ARTE ITALO-BRASILEIRA

In occasione della Festa Nazionale della Repubblica Italiana, lo scorso 5 giugno è stata inaugurata, la mostra di arte contemporanea ‘Arte Italo-brasiliana’, presso l’Ambasciata d’Italia a Brasilia. Partecipano all’iniziativa 24 artisti provenienti da Minas Gerais, Paraná, Rio Grande do Sul, Pernambuco, Rio de Janeiro, Santa Catarina e São Paulo. Si tratta di opere e stili molto diversi fra loro, ma che trovano il loro filo conduttore nell’origine italiana dei loro autori.

La mostra fa parte del progetto “Ambasciata Porte Aperte” con il quale la sede diplomatica riceve mensilmente studenti, architetti e turisti affinché possano apprezzare la bellissima opera dell’ingegnere-architetto Pier Luigi Neri, esponente dell’architettura mondiale del dopoguerra; la collezione permanente di arte contemporanea; la mobilia di alto design dei Saloni di Rappresentanza e le tecnologie ecosostenibili del progetto Ambasciata Verde.

“Anche per questi motivi credo che l’Ambasciata d’Italia, sia essa stessa una straordinaria opera architettonica e che offra un contesto ideale per esporre queste opere. Siamo pertanto lieti e orgogliosi che il progetto “Ambasciata Porte Aperte” riprenda il suo cammino, arricchendosi del contributo dei nostri artisti”, afferma l’Ambasciatore d’Italia in Brasile, Raffaele Trombetta.

Partecipano alla mostra gli artisti Alessandro Graziani, Anna Dorsa, Carlos Pasquetti, Cesare Pergola, Décio Soncini, Fernando Calderari, Flávio Vitoi, Gaspare Di Caro, Gelson Radaelli, Guido Boletti, Iza Borgonovi, Janise Pires, Joseph Pace, Julieta Pontes, Lamberto Scipioni, Luciano Devià, Maria di Gesù, Miriam Postal, Osmar Carboni, Pietrina Checcacci, Ruben Esmanhoto, Silvia Pantano, Vagner Aniceto e Zoè Gruni.

Fino al 5 agosto, data di chiusura della mostra ‘Arte Italo-brasiliana’, le visite guidate saranno realizzate tutti giovedì alle ore 11. È necessaria la prenotazione attraverso la mail eventos.brasilia@esteri.it.

 

JOSEPH PACE FILTRANISME - ROMA IN' PARIONE 

Rome In Parione

Alcune grandi opere del pittore romano Joseph Pace Filtranisme sono esposte a Roma dal 1 dicembre al 15 gennaio 2013 a Roma nella sala interna del celebre Caffè Parione, sito alle spalle di P.zza Navona. Chiaro-scuro. Bene-male. Giorno-notte. Maschio-femmina. Amore-odio. Sembrerebbe che non possiamo esistere senza queste strutture binarie. E invece Joseph Pace  ci insegna a vedere per riportare l’uomo al centro dell’universo attraverso la nozione di Filtro da cui Filtranismo (vedi Filtranisme in francese n.d.r.) il nome della mostra che è anche il nome della corrente artistica e filosofica neoesistenzialista fondata a Parigi dal Joseph Pace verso la metà degli anni ’80. Glia abbaiamo chiesto: “Perché la scelta di un Caffè per esporre?”: “E’ un omaggio che ho voluto fare al Filtranisme perché è proprio in un caffè di Parigi che questa corrente vede la luce, “Sur la Rive Gauche” della Senna al Café de Flore, luogo di discussioni tra artisti, intellettuali, e gente che veniva da tutto il mondo. Riportare l’uomo, l’arte al centro dell’universo: ecco lo scopo del mio lavoro artistico che da più di trent’anni percorro per ricordare che il più delle volte nella vita vorremmo compiere un qualcosa cosa, ma viene fuori il contrario, cerchiamo di essere importanti, ma siamo solo senza senso.”

 

INTERVISTA A JOSEPH PACE: UNA VITA RACCONTATA (INTERVIEW)

Quattrocchi, Aprile 2012

E’ l’affascinante racconto di Joseph Pace dettato con parole semplici al registratore di Rogerio Bucci, editore brasiliano e membro di Commissione della Biennale d’Arte Internazionale di Firenze. Provocatorio, irriverente, trasgressivo, sempre profondo, Pace ripercorre la sua lunga strada, dall’infanzia trascorsa nel quartiere di Binza a Kinshasa nel Congo, ai primi significativi incontri con intellettuali e artisti, dalla mitica Ileana Sonnabend, all’incontro con Andy Warhol e Bob Rauschenberg, passando attraverso le significative amicizie di una vita come quella con il sociologo della conoscenza Kurt Wolff. Pace ci svela alcuni momenti della sua lunga esperienza di filosofo e di artista. Joseph Pace è nato a Morbegno nel 1959.

- Joseph, so che hai vissuto in Africa?

Devo molto all’Africa, al Ruanda, alla Tanzania e al Congo-Kinshasa in particolare che ora si chiama Repubblica democratica del Congo. L’Africa mi ha segnato. Vi ho trascorso l’infanzia. Mi sento africano. Sono africano. Dentro. Ancora oggi parlo l’ingala la lingua di Kinshasa che con il francese e l’inglese erano per me familiari.

- Non sapevo conoscessi anche l’ingala. Anche il tuo portoghese è impeccabile (ride). La tua sua storia mi ricorda quella del racconto La lingua salvata di Elias Canetti.

Già. Mi riconosco in quel racconto. Nella mia famiglia essere poliglotti era una cosa naturale. Mia madre parlava tedesco, polacco, francese, inglese e arabo. Mio padre, anche lui poliglotta, era per metà inglese. Fu ufficiale di collegamento con l’8^ armata inglese da Montecassino fino a Venezia durante la guerra di liberazione. Non se ne è mai fatto fregio né ha mai richiesto i benefici.

- E dell’Africa che ricordi hai?

Quelli dell’Africa degli anni ’60: ricordo soprattutto Kinshasa, una città meravigliosa. Immagina: Una città costruita nella foresta equatoriale; poi il fiume Congo il più grande fiume del mondo per portata d’acqua. Che meraviglia con le sue ninfee. Poi la guerra civile, i leopards, i mercenari che passavano davanti alla nostra villa a Binza (un quartiere di Kinshasa, n.d.r.). I racconti dell’eccidio dei tredici aviatori italiani trucidati all’aeroporto di Kindu nel 1961. L’assassinio di Lumumba. E le diuturne fatiche di mio padre, allora direttore con l'UNESCO dell’IPN, l'Istitut Pédagogique Nationale, che impediva la strumentalizzazione politica dei suoi studenti. Salvò molte vite. Ricordo ancora il primo linciaggio a cui assistetti: avevo cinque anni, ero in macchina con mia madre quando accadde che un uomo fu inseguito, preso e linciato dalla folla in un mercato. Aveva rubato un pane. Mi commuovo quando penso agli occhi dolci delle venditrici con i loro catini pieni di cose da vendere che mi sorridevano e generosamente mi offrivano sempre qualcosa.

- Tuo padre lavorava per l’UNESCO.

Era uno specialista di storia d’Africa. Il clima intellettuale di quegli anni era incandescente. Casa nostra era frequentata intellettuali, artisti, musicisti, magistrati. Lavorava con il poeta corso Jacques Garelli, autore di Brèches e Lieux Précaires, straordinarie raccolte di poesie come che conservo nella mia biblioteca di casa. Garelli poi ci lasciò e andò a insegnare all’Università di New York. Un vero genio.

- Altri incontri importanti?

Naturalmente quello con l'amico Kurt Wolff, Kurt Heinrich Wolff, a cui devo, per altro il mio passaggio all’informale. Kurt è stato un celebre sociologo della conoscenza. E’ morto recentemente. Grande amico di famiglia. Conosceva i miei dal 1933, dai tempi dell’Università a Firenze. Ebreo, era fuggito dalla Germania: tutta la sua famiglia fu sterminata nei campi di sterminio nazisti. Carla, sua moglie, una donna intelligentissima, mi raccontava di quando costrinse Kurt a lasciare la Germania prima delle leggi raziali naziste. Kurt era molto innamorato di lei. Le doveva anche la vita. A Firenze divennero amici di mio padre che, come Kurt, era studente di filosofia con il filosofo Ludovico Limentani che poi sarà il relatore della tesi di Wolff sulla Filosofia della conoscenza. Mio padre aiuto Wolff a tradusse dal tedesco la sua tesi. Proprio la wiessensoziologie, la sociologia della conoscenza, renderà successivamente Wolff noto negli Stati Uniti. Alla morte di mio padre, avevo appena sedici anni, Kurt mi sostenne come un figlio. Era un talento portentoso. Un  entusiasta della vita. I suoi colleghi lo chiamavano affettuosamente “the poet”: fece conoscere al mondo l’opera di Gorge Zimmel e di Karl Mannheim traducendole in inglese. Allievo di Wolff  in Italia è stato Alberto Izzo con cui ho collaborato per più di un decennio all’Università di Roma. La memoria, come vedi, è parte integrante della mia  vita.

- E poi ?

Poeti come Jacques Garelli, Pablo Maria Landi con cui ho fondato a Parigi le Filtanisme, l'amica Marcia Theophilo, candidata al premio Nobel. Poi c’è Antonio Cardile, fratelo di mia madre, artista della Scuola Romana. E’ lui che mi ha iniziato alle arti figurative. E poi ancora Wolff, pittore anche lui, che mi stimolò a lasciare il figurativo.

- So che hai conosciuto Robert Rauscemberg, Andy Warhol e altri artisti americani.

Li frequentavo a Parigi sin da bambino. La prima volta che incontrai Warhol rimasi molto colpito dai suoi stivali da cowboy: come quelli che indossò all’inaugurazione della sua celebre Flowers allestita dalla galleria di Ileana Sonnabend al Quai des Grands Augustin. Come ricordo il sorriso di Bob Rauschemberg nelle grandi vetrate della galleria che affacciava sur l’Ile de la Cité

- Che spazio occupa la memoria, il ricordo, nella sua esperienza artistica?

I processi di formazione storico-sociali di ciascuno di noi rappresentano una sorta di eredità involontaria che occupa in noi uno spazio spesso considerevole. Mariastella Margozzi descrive bene la mia serie di opere intitolata IDM, o dell’ Irremovibilità della Memoria, dove in opere come le Black Board, o i Tableaux de la Mémoire (le lavagne della memoria), esprimo l’inconscio collettivo e il lungo viaggio dell’uomo.

- Esponi sempre a fini culturali?

Esclusivamente: l’arte è spiritualità, entra nell’animo di chi la coglie. Catch and Surrender, resa e cattura, dice Kurt Wolff. Tutto intorno a noi è spiritualità, ne siamo circondati, ma non la vediamo. In qualche modo la fisica quantica ci sta aiutando a smascherare il reale. Occorre coraggio. Anche Freud soffrì di depressione. Le Filtranisme, la corrente filosofica neoesistenzialista che ho fondato a Parigi, riafferma la centralità della vita dell’uomo. E’ un impegno per tutti noi dobbiamo se vogliamo davvero cambiare le cose. Possiamo farlo. Dobbiamo farlo. Abbiamo poco tempo ancora. La vita è la pietra angolare. Dovremmo imparare a ripensarla attraverso lezioni di felicità. La vita è adesso. E possiamo sempre fare qualcosa, ma per gli altri. Questa è la vera felicità.

 

JOSEPH PACE: MOMENTO ITALIA BRASILE 2011-2012 - OCTAVIO CAFE ARTE - SAO PAULO

Panorama Brasil, Mostra em parecia da Ambasciata d’Italia em Brasila, o Instituto do Patrimonio di patrimonio Histórico e Artistico (IPH) do Estado de Sao Paulo, o Istiututo de Cultura Italano a San Paolo15 Junho 2012 

Para comemorar o último mês do Momento Itália-Brasil 2011/2012, série de eventos promovida pela Embaixada da Itália em Brasilia com o objetivo de aproximar os dois países, o Octavio Café preparou   uma edição especial do projeto Café Cultural. A primeira atividade do período é a exposição “Emoções”, que ficará em cartaz entre os dias 13 e 27 de junho e trará telas do pintor, escultor, filósofo e dramaturgo italiano Joseph Pace. A nova mostra dá continuidade às exposições do projeto Arte no Octavio Café — que tiveram início no mês de abril — e são promovidas por Cristiane Quercia, que faz parte da diretoria executiva das Organizações Sol Panamby, e Emanuel von Lauenstein Massarani, curador do projeto e presidente do Instituto de Recuperação do Patrimônio Histórico no Estado de São Paulo. Para Massarani, as obras do pintor italiano Joseph Pace são imprevisíveis tanto no estilo quanto na técnica, renovando-se a cada novo trabalho. O artista sabe aproximar com sensibilidade e bom gosto as cores mais díspares, criando refinados arabescos. Ao observar suas telas, chega-se à conclusão que Pace é um artista criador de formas novas que mudam a cada obra, acompanhando as diferentes emoções da vida. “O pintar impulsivo de Joseph Pace, como se verifica na maioria de suas obras, é determinado por uma vida sempre mais convulsiva e frenética”, afirma Massarani, o curador da exposição. Joseph Pace é pintor, escultor, filósofo e dramaturgo. Nascido em Morbegno, Itália em 1959, Pace  trabalha em Roma onde estabeleceu e fez sua formação artística. Iniciou-se nas artes figurativas impulsionado por sua mãe pintora e por seu tio Antônio Cardile, conhecido artista da Escola Romana. Formou-se na Universidade La Sapienza de Roma e na Sorbonne, em Paris. Sua ascensão está estreitamente ligada ao seu encontro com Mariastella Margozzi, conhecida historiadora de arte contemporânea que o definiu como um artista “informal e filtranista”. Participou desde 1986 em inúmeras exposições coletivas e mostras individuais em Paris e Marselha (França), Barcelona e Sevilha (Espanha), Roma, Alessandria e Alba (Itália) e Munique (Alemanha). 

 

CATALOGO: JOSEPH PACE FILTRANISME

by Giampiero Pedace, Assessore alla Cultura e alla Pubblica Istruzione della Città di Nettuno,

Ed. Tibercopia, Roma, 1 Luglio 2011

E’ con particolare piacere che accolgo l’invito ad introdurre la Mostra Filtranisme di Joseph Pace, innovativo ed impegnato artista italiano, proiettato verso il panorama artistico internazionale.
Il suo contributo artistico è duplice e si esprime da un lato attraverso l’impegno culturale, che viene ripreso e sottolineato dal titolo stesso della mostra Filtranisme , dal nome della corrente filosofica e artistica che egli fonda a Parigi sul finire degli anni ’80; dall’altro, attraverso l’espressione dell’intima sensibilità della sua indole di artista, intimamente legato a significative correnti artistiche. Un impegno ed una sensibilità che si esprimono anche in altri campi culturali, come la poesia e la drammaturgia. Le tele di Joseph Pace non sono opera di chi vuole spiegare una volta per tutte il mondo a chi guarda, bensì, grazie ad un continuo rinnovamento sia nello stile che nella tecnica, un invito a guardare l’esistenza nelle sue molteplici e mutevoli manifestazioni.
Ritengo che il Forte Sangallo sia una degna cornice per ospitare, a Nettuno, la Mostra Filtranisme e che per la città sia un importante momento culturale accogliere e far conoscere un artista eclettico e di livello internazionale, che ha già esposto in vari paesi d’Europa e del Sud America,

come Joseph Pace.

 

CATALOGO: JOSEPH PACE FILTRANISME

by Livia Bucci, Membro della Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea di Firenze

Tibercopia, Roma, 1 Luglio 2011

In occasione delle mostre del 2010 di Joseph Pace allestite al CRC e al Museo de Arte del Parlamento San Paolo del Brasile, Emanuel von Lauenstein Massarani, soprintendente ai Beni culturali e artistici dello Stato di San Paolo, ci dice: “[…] Osservando le opere di Joseph Pace si giunge facilmente alla conclusione di trovarsi di fronte a un artista creatore di forme nuove che mutano ad ogni opera come le emozioni che la vita, sempre mutante, suscita nell’animo dell’artista italiano, considerato uno dei maggiori esponenti del Filtranisme. Rinnovandosi ad ogni istante, imprevedibile tanto nello stile quanto nella tecnica […] il cromatismo di questo pittore possiede una funzione di gamma del dinamismo vitale e di forza cosmica, quasi atomica dell’esistenza. […] La sua pittura è fatta a getto, il suo colore è vita […].” Il percorso della Mostra “Joseph Pace Filtranisme” si apre con una panoramica sulla produzione di questo artista internazionale con le grandi incisioni (figurative) su linoleum, successivamente elaborate su tela al computer, e una selezione di olii “informali” del maestro che dal 1986 espone in Europa e Sud America.

  

MOSTRA ISTITUZIONALE DI JOSEPH PACE A NETTUNO 

by Marcello Paris, Il Clandestino, Settimanale di attualità del litorale laziale, Nettuno, 11 Luglio 2011

E’ a Forte Sangallo di Nettuno, che il prossimo 11 luglio, si inaugura la mostra Filtranisme di Joseph Pace, poliedrico artista informale (e Filtranista), a cui, lo scorso anno, a San Paolo del Brasile, è stata dedicata una prima esaustiva retrospettiva del suo lavoro al Museo de Arte del Parlamento e successivamente al Consiglio di Contabilità di San Paolo. Più recente è l’omaggio che la Prefettura di Jaguariuna ha voluto dedicare all’artista lombardo con la mostra di maggio scorso O Dinamismo Cosmico do Artista Joseph PaceJoseph Pace: classe 1959, artista eclettico, cosmopolita, si è formato in Africa nel Congo-Kinshasa. Studi alla Sorbona di Parigi alla Sapienza e a UniRomaTre di Roma è già noto al nostro pubblico per aver esposto, a dicembre dello scorso anno ad Anzio nella Sala degli Specchi del Paradiso sul Mare nella nell’ambito della rassegna internazionale di Arte Brasiliana realizzata dal Comune di Anzio. “Filtranisme”, il titolo della mostra, è il nome della corrente filosofica e artistica fondata a Parigi da Joseph Pace, Pablo Maria Landi e Jean-Marc Mayenga, verso la metà degli anni ’80, nel celebre Café de Flore, posto “sur la rive gauche” della Senna, nel quartiere esistenzialista di Sain-Germains-des-Prés. Questo ritrovo diviene immediatamente luogo d’incontro e di dibattito di intellettuali e di artisti sulle tesi del Filtranisme, corrente neoesistenzialista a tutto tondo con una visione globale della vita, che, contro ogni ideologismo e movimentismo, intende riportare l’uomo al centro dell’universo. Potremmo dire che quanto accadde per l’esistenzialismo francese, e cioè di essersi espresso più attravervo le opere di Jean-Paul Sartre, di Simone de Beauvoir e di Albert Camus, che non attraverso un vero e proprio apprato teoretico, accade oggi per le Filtranisme che più si esprime attraverso le opere dei suoi maggiori esponenti che nei prossimi giorni saranno a Nettuno: con le grandi opere dei cicli Atons, Engraving e Idm di Joseph Pace e le Poesie Filtranistes di Pablo Maria Landi. Emanuel von Lauenstein Massarani, Soprintendente ai Beni Artistici dello Stato di San, curatore nel 2010 delle mostre retrospettive dedicate a Joseph Pace al Museo de Arte e al Consiglio della Contabilità di Stato a San Paolo del Brasile, così scrive sul Diario do Official do Parlamento de Sao Paulo: “[…] Osservando le opere di Joseph Pace si giunge facilmente alla conclusione di trovarsi di fronte a un artista creatore di forme nuove che mutano ad ogni opera come le emozioni che la vita, sempre mutante, suscita nell’animo dell’artista italiano, considerato uno dei maggiori esponenti del Filtranisme. Rinnovandosi ad ogni istante, imprevedibile tanto nello stile quanto nella tecnica […] il cromatismo di questo pittore possiede una funzione di gamma del dinamismo vitale e di forza cosmica, quasi atomica dell’esistenza. […] La sua pittura è fatta a getto, il suo colore è vita […].”  Artista cosmopolita legato all’action painting di Pollock e Twombly, alla pop art di Warroll e Lichtenstein come pure alla transavanguardia di Cucchi e Paladino, la ricerca di Joseph Pace viene inizialmente contraddistinta dal rapporto uomo-natura; degli anni ’90 è il suo definitivo passaggio all’informale contraddistinto dal periodo dei Legni (Woods) (1990-1993) e dagli Studi di Factor C (1994-1996). Dal 1999 sono in corso le serie IDM (Irremovibilità della Memoria), ENGRAVING (incisioni elaborate con il computer) e ATONS la serie dedicata alla Techno Music: con questa ultima serie di grandi opere, Pace costruisce dei ponti fra discipline diverse e anche fra generazioni diverse. Mariastella Margozzi, storica dell’arte contemporanea della Galleria Nazionale d’Arte Moderna, nel 2008 in occasione di una personale romana del Maestro, ebbe a scrivere: “ […] Contemporaneamente ai cartigli musicali e alla “scrittura” graffiata […], Pace, tuttavia, su questo orizzonte virtuale stende decise e nette, strisce di colore (rosso) purissimo. Non si tratta più di segni strutturanti, come nelle prime opere […], si tratta di linee di separazione tra l’io, la sua presenza consapevole, e ciò che sta oltre, pensieri, sensazioni, emozioni, ricordi. Non sbarre ma cesure che a volte scandiscono con ritmo uguale tutta la superficie del dipinto, altre volte due o tre, quasi a voler esprimere non tanto la necessità di aprire o chiudere la comunicazione emozionale con ciò che c’è al di là quanto quella di separarsene quel tanto che basta per poterlo guardare senza sentirsene minacciati […]. Il percorso della mostra inizia con le 7 grandi incisioni elaborate al computer su tela, per proseguire con una ricca selezione di olii del maestro che dal 1986 espone in Europa e Sud America. I soggetti delle incisioni fanno parte della serie di grandi opere denominate ENGRAVING e rappresentano per la maggior parte elementi figurativi come figure animali e umane. Gli olii sono una ricca selezione delle serie IDM (Irremovibilità della Memoria) e ATONS. La mostra Filtranisme, che si terrà dall’11 al 17 luglio nelle splendide sale del cinquecentesco Forte Sangallo, è a cura della Città di Nettuno e realizzata con il patrocino dell’Assessorato alla Cultura e alla Pubblica Istruzione di Nettuno. Da non perdere.

 

TEATRO MUNICIPAL DE JAGUARIUNA:  EXPOSICAO DE JOSEPH PACE

By Maria Das Graças Hansen Albaran, Assessora o Turismo e Cultura de Jaguariuna

Realizaçao da Secretaria de Turismo e Cultura da Prefeitura de Jaguariuna em parecia do Instituto do Patrimonio di patrimonio Histórico e Artistico (IPH) do Estado de Sao Paulo, Jaguariuna, 18 aprile 2011. A obra do artista italiano Joseph Pace è peremada pelas emoçoes de la vida, retratando em seus traços fortes nuances de sua dramaticitade, de uma relitade frenética, no ritmo do homen contemporâneo que torna tudo a sua volta um fato essncial, em sua obras as cores contrastantes, a impulsividade dos traços, são agrupados con sensibilitade e bon gosto em refinados arabescos. Suas obras jà foranm exibidas em importantes exposições na ciaddes de Paris, Marselha, Barcelona, Sevilha, Roma, Alessandria, Alba Munique, Recife e São Paulo.

 

 

 

IL PITTORE ITALIANO JOSEPH PACE ESPONE A JAGUARIUNA

By Arcadia, Mostra a cura del Comune di Jaguariuna, dell'Assessorato alla Cultura di Jaguariuna (San Paolo, Brasile) e dell'IPH, l'Istituto di Ricupero del Patrimonio Artistico e Storico dello Stato di San Paolo, Jaguariuna, 11 aprile 2011

L’Assessorato al Turismo e alla Cultura di Jaguariúna presenta, da lunedì 18 aprile 2010, 18 olii e sette incisioni del pittore italiano Joseph Pace, nelle sale del Teatro Municipale di Jaguariúna, in Rua Alfredo Bueno, 1151, zona centro. La mostra dal titolo La mostra “Dinamismo cosmico do Artista Joseph Pace” è il risultato di una sinergica collaborazione della Prefettura di Jaguariúna con l’Istituto del Patrimonio Storico dello Stato di San Paolo (IPH). Joseph Pace, il maggiore esponente del Filtranisme, è nato nel 1959 nella città di Morbegno in Italia e ha studiato all’università di Roma La Sapienza e all’università della Sorbonne a Parigi. Secondo il critico d’arte Emanuel von Lauenstein Massarani, l’arte di Pace è permeata dalle emozioni della vita che egli raffigura a tratti forti e tonalità sfumate, interpretando la drammaticità della realtà frenetica e del ritmo dell’uomo contemporaneo che a sua volta, fa diventare tutto “fatto essenziale” nelle sue opere dai colori contrastanti, nell’impulsività dei segni, raffinatamente raggruppati con sensibilità e buon gusto in raffinati arabeschi. Le sue opere, già dal 1986, sono esposte in collettive e personali a Parigi, Marsiglia, Barcellona, Siviglia, Alessandria, Alba, Monaco e São Paulo, sono presenti in collezioni pubbliche in Europa, in Sud America, In Brasile sono presenti a San Paolo al Museo de Arte do Parlamento e nella collezione del CRC, all’ISIS di Recife e nelle sale culturali della alla Prefettura di Jaguariuna. Le opere possono essere viste dal lunedì al venerdì dalle 10hoo alle 13hoo e dalle 13h30 alle 16hoo. La mostra rimarrà fino al 5 maggio. Ingresso libero. (Traduzione dal portoghese di Françisca Privano Riveiro).

  

ARTE BRASILIANA A ANZIO

By Teleagenda, 26 novembre 2010

Arte Brasiliana ad Anzio presentata dal Sindaco di Anzio Luciano Bruschini. Nel quadro degli scambi culturali con il Brasile, dal 3 al 13 dicembre p.v., ad Anzio nelle prestigiose sale del Paradiso sul Mare si terrà l´attesa mostra d´Arte Brasiliana organizzata dall´Ambasciatrice dell´Arte Italiana Livia Bucci in collaborazione con il Comune di Anzio. La mostra offre un quadro esaustivo del panorama artistico contemporaneo Brasiliano dove verranno presentate opere di pittori, scultori, fotografi. Questo evento anticipa le significative manifestazioni del ´Momento Italia Brasile´ 2011 - 2012. Tra le opere presenti nella ´Sala degli specchi´ del Paradiso sul Mare, vogliamo ricordare i dipinti di Joseph Pace, di Carlos Araujos e di Dominique LeComte, artisti per altro presenti alla appena conclusa edizione di Padova Arte Fiera dello scorso novembre.

 

O DINAMISMO VITAL E COSMICO DAS EMOÇOES PLASTICAS DE JOSEPH PACE 

Emanuel von Lauenstein Massarani, Presidente do Istituto di Ricuperaçao do Patrimonio Historico do Estrado de São Paulo, Diario Official do Parlamento de São Paulo, 6 Julho 2010

Ao observar as obras de Joseph Pace chegase à conclusão de estar a frente a um artista criador de formas novas que mudam a cada obra com a mutação das emoções que a vida, sempre mutante, suscita no ânimo do pintor italiano considerado um dos maiores expoentes do movimento filosófico lançado em Paris nos anos 80 edenominado “Filtraniste”. Renovando-se a todo instante, imprevisível tanto no estilo quanto na técnica, o pintor sabre aproximar com sensibilidade e bom gosto as cores mais disparates, criando refinados arabescos. O cromatismo desse pintor possui uma função de alcance do dinamismo vital e de força cósmica quase atômica na existência. A inserção na composição de um eventual elemento figurativo de ruptura é um chamamento ao observador da dramática realidade que emerge do artista e que pode prevalecer sobre a emoção estética. Sua pintura é feita a jato e sua cor é vida. O pintar impulsivo de Joseph Pace deve ser determinado por uma vida sempre mais convulsiva e frenética no ritmo que o homem imprimiu e onde tudo se torna um fato essencial á sua realização.

O artista

Pintor, escultor, filósofo e dramaturgo, Joseph Pace nasceu em Morbegno, Itália em 1959. Vive e trabalha em Roma onde fez sua formação artística. Iniciou-se nas artes figurativas impulsionado por sua mãe pintora e por seu tio Antônio Cardile, conhecido artista da Escola Romana. Formou-se na Universidade La Sapienza de Roma e na Sorbonne em Paris. Sua ascensão está estritamente ligada ao seu encontro com Mariastella Margozzi, conhecida historiadora de arte contemporânea que o definiu como um artista “informal e Filtranista”. Intimamente ligado ao informal mas também à “action painting” e à “pop-art”, o artista é conhecido tanto por sua pintura quanto por suas gravuras.
Participou desde 1986 em inúmeras exposições coletivas e mostras individuais em Paris e Marselha (França), Barcelona e Sevilha (Espanha), Roma, Alessandria e Alba (Itália), Munique (Alemanha). Realizou no corrente ano exposiçoes individuais no Espaço Cultural do CRC e na Galeria Spazio Surreale ambos em São Paulo.

 

PITTORE MORBEGNESE JOSEPH PACE IN MOSTRA A SAN PAOLO

by Vaol.it, Quotidiano on-line della Valtellina e della Valchiavenna e Lombardia News, 10 June 2010

Nato a Morbegno, ma cresciuto nello Zaire, ha esposto i suoi quadri nelle maggiori gallerie del mondo. Joseph Pace è un'artista a 360°. Pittore, scultore, poeta e drammaturgo, nasce a Morbegno nel 1959, si forma artisticamente tra Roma, San Paolo del Brasile, Parigi e Kinshasa nella Repubblica democratica del Congo, dove vive circondato da una famiglia di intellettuali. La madre, infatti, è una pittrice mentre lo zio è Antonio Cardile, pittore, scultore e incisore, appartiene alla Scuola Romana. Joseph Pace compie gli studi giuridici e sociali alla Sapienza di Roma e alla Sorbonne di Parigi. Dal 1985 espone le sue opere in Francia, Spagna, Germania, Italia e Brasile ed è proprio in qui, nella città di San Paolo, che troviamo la sua ultima mostra intitolata “Emoçoes”, a cura di Emanuel von Lauenstein Massarani.

 

CRC INAUGURA EXPOSIÇAO DO PINTOR ITALIANO JOSEPH PACE

by Max Press Net & De Leon Comunicaçoes, 12 Maio 2010, São Paulo, Brasi

As obras ficam expostas no Espaço Cultural do Conselho Regional de Contabilidade do Estado de São Paulo até o dia 31 de maio. A exposição, composta por 13 obras de pinturas feita a jato e com utilização de cores vivas, foi inaugurada no dia 10, durante evento comemorativo ao Dia do Contabilista, celebrado nacionalmente em 25 de abril. Artista intimamente ligado ao informal, mas também à action painting e à pop art, Joseph Pace e conhecido e reconhecido tanto por suas pinturas quanto pelas gravuras que cria. "Ao observar se as obras de Joseph, chega-se à conclusão de se estar diante de um artista criador de formas novas que mudam a cada obra. O pintor italiano é considerado um dos maiores expoentes do movimento filosófico lançado em Paris nos anos 80 e denominado 'Filtraniste'", ressaltou o crítico de arte e presidente do IPH (Instituto de Recuperação do Patrimônio Histórico no Estado de São Paulo), Emanuel Von Lauenstein Massarani, presdente ao evento e que na ocasião outorgou um título ao presidente do CRC SP, Domingos Orestes Chiomento, por seu incentivo à cultura e às artes.

Museu de Arte do Parlamento de São Paulo

Museu de Arte do Parlamento de São Paulo - Joseph Pace

Pittore, scultore, accademico e drammaturgo, Joseph Pace vive e lavora a Roma dove è stato avviato alle arti visive da sua madre e da zio Antonio Cardile, artista della Scuola Romana. Strettamente legato all'informale ma anche all'action painting e alla pop art, Pace è noto per i suoi grandi dipinti e per le sue incisioni.

Museu de Arte do Parlamento de São Paulo - Joseph Pace

Museu de Arte do Parlamento de São Paulo - Joseph Pace

Museu de Arte do Parlamento de São Paulo - Joseph Pace

ジョセフペースへのトリビュート CATS

ジョセフペースへのトリビュート CATS - Joseph Pace

2015年1月12日から1月28日までは、国際的に活躍するイタリア人彫刻家ジョゼフ・パーチェの個展を開催しています。宝石をちりばめた作風が特徴で、つい最近その作品がボンコンパーニ・ルドヴィーシ美術館に収蔵されたことでも話題のアーティストです。

ジョセフペースへのトリビュート CATS - Joseph Pace

ジョセフペースへのトリビュート CATS - Joseph Pace

ジョセフペースへのトリビュート CATS - Joseph Pace

ジョセフペースへのトリビュート CATS - Joseph Pace

ジョセフペースへのトリビュート CATS - Joseph Pace

ジョセフペースへのトリビュート CATS - Joseph Pace

DUBAI JUMEIRAH MAGAZINE (UAE)

DUBAI JUMEIRAH MAGAZINE (UAE) - Joseph Pace

Hailed as one of the most important artists of the moment, painter, sculptor and printmaker Joseph Pace is celebrated in this complelling solo show. With more than forty sculpturea, paintings, assemblages, and larges prints processed by computer, draw from private collections and museums around the world, you can expect to see artistic content with philosophical undertones. Jewels also play a part. Joseph Pace Filtranisme, Museum Crocetti in Rome.

DUBAI JUMEIRAH MAGAZINE (UAE) - Joseph Pace

Джозеф Пейс музей Crocetti

Джозеф Пейс музей Crocetti - Joseph Pace

Крупнейшая выставка, посвященная художнику Иосифу Пейсу. Представлены экспериментальные произведения искусства в которых гравюры сочетаются с ювелирными скульптурами. Представляется более сорока картин, гравюр, скульптур из музеев и частных коллекций всего мира.

Джозеф Пейс музей Crocetti - Joseph Pace

Джозеф Пейс музей Crocetti - Joseph Pace

Джозеф Пейс музей Crocetti - Joseph Pace